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L'ambiente dello scalone d'onore
L’ambiente su cui si apre lo
scalone d'onore al piano nobile ha mantenuto gli apparati decorativi
di primo Ottocento.
Dipinta a tempera su carta, la grande volta è opera di
Giuseppe Cammarano, che firma e data l’intervento nel 1832.
Al centro della volta domina l’Apoteosi di Saffo, inquadrata
da una cornice dorata di spiccato gusto Impero: la poetessa in
abiti classicheggianti è rivolta verso il dio Apollo seduto
sulle nuvole sullo sfondo di un cielo dorato popolato dalle figure
delle Muse; un putto regge la cetra, simbolo di Apollo, sulla
quale compaiono le iniziali CF che si riferiscono al banchiere
Forquet, committente dell’opera. Di spiccato stile accademico,
con accentuate influenze classiche, la raffigurazione sembra
tuttavia rendere omaggio anche alla pittura barocca del Giordano,
che era presente nel palazzo con sue opere, cui rimanda l’atmosfera
dorata che permea i fondi, le nuvole e il cielo.
Le pareti sono invece dipinte a tempera da Gennaro Maldarelli,
stretto collaboratore del Cammarano. Qui le figure femminili
delle Muse appaiono come un chiaro riferimento all’arte
del Canova e sono disposte in alternanza con un complesso ornato
di candelabre, ovali, animali, vasi di fiori, elementi vegetali,
puttini danzanti; nell’insieme i dipinti restituiscono
un ambiente di grande pregio, grazie anche ad una collocazione
accanto e al di sopra dello scalone illuminato da lampade di
ottone di gusto Liberty, che risalgono all’ultima fase
dei lavori nel palazzo risalente agli inizi del Novecento.
Pur sottoposti a periodici interventi
di manutenzione (uno dei quali è documentabile al 1959, sulla base dei dati affiorati
proprio durante l'ultimo restauro sulla volta), le decorazioni
avevano perduto ormai, infatti, gran parte della profondità e
varietà cromatiche, con conseguenti effetti di generale
appiattimento. Il recente restauro, tanto qui come del resto nelle
sale del piano nobile, ha provveduto al fissaggio della pellicola
pittorica a tempera, al consolidamento dei supporti cartacei (in
carta francese) dei soffitti, alla pulitura delle volte incannucciate,
alla ridipintura delle porzioni cromatiche più spente. In
particolare sulle pareti, sono stati recuperati i fondi di una
delicata tonalità verde muschio e, soprattutto, l'originale
gioco d'ombre e le preziose lumeggiature in oro dei fregi con medaglioni
a figure allegoriche.
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